
Brand Identity e AI: Un'Esperienza Creativa con gli Studenti del Liceo Don Bosco Ranchibile
Abbiamo avuto l’opportunità di condurre un corso di orientamento all’interno del progetto PCTO presso il Liceo Don Bosco Ranchibile di Palermo, accompagnando circa 80 studenti in un percorso pratico dedicato a un tema sempre più centrale: come nasce un brand e come l’intelligenza artificiale può supportarne la costruzione e la visibilità.
L’obiettivo non era “parlare di marketing”, ma far vivere un’esperienza concreta: lavorare in team, prendere decisioni, trasformare un’idea in identità, e capire come usare la tecnologia in modo consapevole.
Due brief, due mondi: ristorazione e moda luxury
Per rendere il laboratorio stimolante e realistico, abbiamo proposto due brief distinti, con logiche e linguaggi diversi:
- un ristorante in riva al mare, con focus su atmosfera, esperienza e posizionamento;
- un brand di moda di lusso, con attenzione a valore percepito, estetica e narrazione.
Ogni gruppo ha lavorato come un piccolo team creativo, sviluppando:
- nome del brand
- payoff (o claim)
- primi elementi di identità visiva e concept
L’esercizio ha permesso agli studenti di comprendere una cosa fondamentale: un brand non è un logo, ma un sistema coerente fatto di scelte.
Un laboratorio operativo: dal metodo alla sperimentazione
Abbiamo impostato il corso con una base teorica essenziale — quanto basta per dare struttura — e siamo passati rapidamente alla pratica: analisi del target, definizione della proposta di valore, tone of voice, e costruzione di un racconto coerente.
Insieme ad Andrea Ganci, Valentina Di Vita e Antonino Mallo, abbiamo guidato i ragazzi in un’esperienza immersiva che li ha resi protagonisti: non semplici utilizzatori di strumenti, ma persone chiamate a dare istruzioni, valutare risultati e migliorare le idee. In altre parole: un primo approccio al lavoro del prompt design, inteso come capacità di dialogare con la tecnologia con intenzione e criterio.
Il risultato è stato un insieme di proposte che, pur ancora perfettibili, ha mostrato creatività, intuizione e una sorprendente capacità di ragionare per posizionamento.
AI nel marketing: uno strumento, non una scorciatoia
L’uso di strumenti come ChatGPT e Copilot è stato uno dei momenti più formativi del percorso. Non per “fare tutto con l’AI”, ma per far comprendere come possa diventare:
- un supporto alla generazione di idee
- un acceleratore per la produzione di varianti
- un aiuto nella scrittura e nella strutturazione di concept
- uno strumento per ragionare in modo più rapido su target e messaggi
Il punto centrale che abbiamo condiviso con gli studenti è semplice: l’AI non sostituisce il pensiero, lo amplifica. Funziona bene quando c’è una direzione chiara, e quando si impara a valutare ciò che produce.
Presentazioni finali: quando creatività e metodo si incontrano
A fine giornata, i gruppi hanno presentato i loro progetti. Tra le proposte, una in particolare ci è sembrata particolarmente completa: un concept per un brand luxury capace di unire eleganza e tecnologia con coerenza narrativa e scelte visive interessanti.
Le immagini che accompagniamo a questo articolo mostrano un’anteprima del lavoro che abbiamo ritenuto più riuscito: un esempio di come, anche in un tempo breve, sia possibile costruire una base solida quando si lavora con metodo.
Un’esperienza che lascia strumenti, non solo ricordi
Questa attività è stata per noi più di una lezione: è stata un’occasione per trasmettere un messaggio chiaro. Le competenze digitali non sono un “extra”, ma parte integrante del futuro professionale. E l’AI, se usata con responsabilità, può diventare una leva potente per creare valore.
Vedere gli studenti lavorare con curiosità e partecipazione è stato il segnale migliore: significa che c’è spazio per un’educazione che unisce creatività, tecnologia e consapevolezza.
Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale a tutte le persone che hanno reso possibile questa esperienza e a chi ha contribuito attivamente al percorso: Andrea Ganci, Valeria Alcamisi, Valentina Di Vita, Giuseppe Gurrieri e Antonino Mallo.